Ngrugna di Giulia

L'indomani lo portai dal veterinario certa del fatto che, se non ci fosse stato nulla da fare per rimetterlo in piedi, avrei chiesto di praticargli l'eutanasia (fortunatamente per gli animali non ci sono nè leggi nè chiesa che si intromette), ma, dopo una serie di visite, il veterinario mi prescrisse una cura di tre giorni... Se non camminerà poi provvederemo! Ovviamente è sempre molto difficile e triste prendere decisioni di questo tipo anche perchè non puoi chiedere a un gatto se vuole vivere o preferisce morire, così devi essere tu a decidere per lui. Un compito davvero impegnativo! L'ho fatto altre volte, anche su animali che erano stati con me per 16 anni, ma solo in casi in cui l'animale mostrava segni di sofferenza evidenti, dolori, vomito e comunque sempre per patologie che portano a morte certa. Ma nel caso di NGRUGNA non era facile: lui fisicamente stava benone e la sua menomazione sarebbe rimasta tale e quale, per intenderci come un uomo in sedia a rotelle e, come sappiamo bene, ci sono tanti casi del genere e non tutti desidererebbero morire, anzi, molti di loro si adattano alla nuova condizione e ne traggono spunto per vivere la vita in modo molto bello e profondo! Sarà anche il caso di NGRUGNA? Certo non potevo chiederglielo, ma in quei tre giorni mi resi conto che NGRUGNA non soffriva affatto del suo handicap!

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